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L’intervento del Sindaco per le celebrazioni della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate

Il Sindaco del Comune di Lonate Pozzolo, Nadia Rosa, ha partecipato alle celebrazioni della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate del 4 Novembre 2019. Ecco il testo dell’intervento, pronunciato al Parco delle Rimembranze:

Buongiorno a tutti.

Ci ritroviamo insieme oggi per celebrare la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, che si celebra ogni anno il 4 novembre, in occasione dell’anniversario dell’armistizio che ha sancito la fine della Prima Guerra Mondiale.

In questi giorni stiamo ricordando i nostri defunti con preghiere, celebrazioni e omaggi; a maggior ragione oggi ricordiamo i caduti della Grande Guerra, terminata 101 anni fa, insieme ai caduti di tutte le guerre.

Oggi si celebra la Giornata dell’Unità nazionale perché la fine della prima guerra mondiale è considerata la conclusione di un processo iniziato nel Risorgimento: i moti e le guerre per l’indipendenza avevano portato all’unità d’Italia del 1861 e con la prima guerra mondiale si è infine unita l’Italia sotto un’unica bandiera.

Commemoriamo quindi il sacrificio dei tantissimi ragazzi che hanno dato la loro vita, esistenze spezzate e sogni infranti, creando dolore nelle famiglie che li attendevano a casa, chiamati al massacro spesso senza neanche conoscerne le ragioni.

Fu una guerra che causò morte e distruzione come mai prima in precedenza e lasciò strascichi pesanti negli anni successivi, problemi irrisolti, crisi economiche devastanti, la nascita dei movimenti nazionalisti e infine lo scoppio della seconda guerra mondiale.

E’ importante custodire il ricordo, perpetuare la memoria degli avvenimenti. La storia certamente ci insegna il passato, ma soprattutto deve essere una chiave di lettura da utilizzare per il presente e per il futuro. La storia si ripete ed è nostro compito evitare di ripeterne gli errori, di portare avanti azioni che hanno già dimostrato quali conseguenze nefaste possono portare.

Ricordiamo per esempio gli orrori degli stermini e dei campi di concentramento della seconda guerra mondiale, con le pulizie etniche che si sono poi ripetute e si ripetono anche in luoghi e tempi molto più vicini a noi, oppure rammentiamo le conseguenze della spartizione dei territori dopo una guerra, come è successo in tanti luoghi, per esempio in Germania con la costruzione del muro di Berlino, che ha causato tanta sofferenza e tanti morti e la cui caduta è avvenuta trent’anni fa in questi giorni con le immagini dell’esplosione di gioia popolare che tanti di noi ricordano.

Oggi festeggiamo l’Unità nazionale in questo senso: non significa celebrare una chiusura. Non è possibile pensare di essere avulsi dal resto del mondo, chiudendosi a riccio nei propri confini. Dobbiamo considerarci italiani ed europei, riconoscerci in un’Europa che è garanzia di pace e che non può essere per questo disfatta, come alcuni propongono. Non è pensabile una disgregazione dell’Unione Europea, fondata nel dopoguerra in maniera lungimirante, con il trattato di Roma e con l’Italia tra i paesi fondatori.

E’ possibile amare la propria patria senza scadere nel nazionalismo.

Come dicevo, occorre fare attenzione alle analogie tra gli avvenimenti dei nostri tempi con quanto accaduto in passato. Non dobbiamo permettere al linguaggio dell’odio di prevalere. Dobbiamo ripartire dal senso del dovere di quei ragazzi che partivano per il fronte in nome dell’interesse comune nazionale e costruire una società solidale che riesca ad anteporre il bene di tutti all’interesse egoistico dell’individuo. Purtroppo assistiamo ogni giorno a un escalation di violenze, spesso con insulti e aggressioni verbali, perché qualcuno pensa di potersi permettere qualsiasi affermazione in nome della libertà di parola e della libertà di pensiero. Atteggiamenti violenti e prepotenti sono propagandati in maniera incosciente anche da chi ha altissime responsabilità a livello mondiale, ultimo esempio la recente conferenza stampa di Donald Trump con toni inauditi per il presidente di una nazione. Sono toni che non si vorrebbero sentire da nessuno, tanto meno da personaggi pubblici o con responsabilità politiche, che in questo modo legittimano comportamenti malvagi e vigliacchi. E così sempre più si offendono le persone, si scatenano campagne denigratorie, specialmente nascondendosi dietro lo schermo di un profilo da social network e si sta ricreando un clima di odio, di tutti contro tutti, che, unito alle crisi economiche e umanitarie e alle guerre che stanno insanguinando anche terre non troppo lontane da noi, preoccupa per le conseguenze a cui potrebbe portare.

Oggi quindi ricordiamo una guerra ma per esaltare la pace, per l’importanza di avere come obiettivo comune quello di preservarla. E infatti oggi celebriamo anche le Forze Armate, protagonisti di missioni di pace all’estero, e che si impegnano per tutti noi quotidianamente, per la sicurezza comune, con spirito di sacrificio, impegno e senso del dovere, di cui sono simbolo e incarnazione.

Ringraziamo tutti i componenti delle Forze Armate per quanto fanno: grazie a loro viviamo in sicurezza e, con loro, come loro, tutti noi dobbiamo proteggere e avere cura della pace e ogni giorno, con i nostri atteggiamenti quotidiani, cercare di rendere il nostro mondo migliore, eliminando odii ed egoismi e impegnandoci per il bene comune.

Ringrazio tutti quanti di essere intervenuti, autorità, associazioni, cittadini e la nostra fanfara dei bersaglieri che ci sta scortando nei cortei con il loro graditissimo accompagnamento musicale.

Buon 4 novembre a tutti.

Come fare per ...