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L’intervento del Sindaco per le celebrazioni della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate

Il Sindaco del Comune di Lonate Pozzolo, Nadia Rosa, ha partecipato alle celebrazioni della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate del 4 Novembre 2018. Ecco il testo dell’intervento, pronunciato al Parco delle Rimembranze:

“Oggi celebriamo la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, che ricorre quest’anno in occasione del Centenario della fine della Prima Guerra Mondiale. Cent’anni fa veniva infatti firmato l’armistizio e terminava un conflitto che tanto sangue ha sparso sull’intera Europa.
Ricordiamo perciò l’Unità Nazionale, ottenuta con il sacrificio di tanti soldati sui campi di battaglia, e celebriamo l’importanza delle Forze Armate Italiane, con le loro operazioni di supporto alle operazioni di pace in ambito internazionale e con il loro importante ruolo per la sicurezza interna nazionale.
È doveroso rendere omaggio a tutti coloro che, in passato o di recente, hanno sacrificato la loro vita nel compimento del loro dovere e lo facciamo come di consueto nelle due frazioni e nel capoluogo con l’omaggio ai caduti, ricordando in particolare i nostri concittadini caduti in tutte le guerre.
E’ importante però non celebrare questa giornata con la retorica che un anniversario come questo potrebbe portare: per vincitori o vinti una guerra è sempre un accadimento disastroso. Credo che “sacrificio” sia forse la parola che sia più calzante per ricordare il 4 novembre.
Il sacrificio della vita che tanti soldati hanno perso nello svolgimento del proprio dovere, 650.000 soldati italiani solo nella Prima Guerra Mondiale tra il 1915 e il 1918. Il sacrificio però è anche quello delle loro famiglie, divise e lacerate dalla guerra, così come quello dei tanti civili che hanno perso la vita pur senza andare al fronte. Tante vittime sacrificate sull’altare di interessi di cui non erano neppure a conoscenza.
Forse l’immagine più vivida di cosa significhi una guerra si può ricavare dai versi di Ungaretti: “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”. Una visione poetica e nel contempo commovente della tragedia della guerra.
“L’Italia ripudia la guerra”, così come stabilisce la nostra Costituzione, e se anche l’Italia ora è in pace, non dobbiamo mai dimenticare le guerre che si sono succedute dopo la prima guerra mondiale. Pochi anni dopo di nuovo l’Europa era a ferro e fuoco in una guerra senza confini, con avvenimenti di un’atrocità senza precedenti. E anche oggi nel mondo sono in corso guerre in decine e decine di Stati, anche in Europa. In tanti luoghi del mondo, spesso nel disinteresse generale, vengono sacrificate vite innocenti e così come è importante il lavoro delle Forze Armate con il loro ruolo di appoggio alle operazioni internazionali di peace-keeping, è altrettanto importante non restare indifferenti.
Perché qualcosa si può fare. Certamente ognuno di noi non ha il potere di agire direttamente sulle decisioni che vengono prese nelle stanze dei bottoni che scatenano ancora oggi guerre, in senso letterale o anche solo in senso economico o di sopraffazione dei più poveri e dei più deboli. Ognuno di noi però può fare la propria parte, cominciando dal proprio piccolo, dal proprio prossimo, evitando egoismi e indifferenze, praticando gesti di solidarietà. Credo che anche questa si possa chiamare “pace”, che è l’altra parola che può esser considerata un filo conduttore di questa giornata.
Pace intesa come rispetto, intesa come ripudio dell’odio, delle divisioni e dei muri, pace che quindi deve essere il principio che guida i comportamenti quotidiani di tutti i noi.
Allo stesso modo possiamo declinare il sacrificio come impegno, come volontà di mettersi a disposizione. Questo dev’essere l’obiettivo, in particolare delle nuove generazioni: riscoprire la volontà di partecipare e di impegnarsi, con un rinnovato senso civico; evitare di lamentarsi e invece dare un senso al proprio tempo per la costruzione del proprio futuro. Un futuro libero da guerre, in cui non esistano più emarginazioni o discriminazioni, in cui non ci siano disuguaglianze tali da permettere ad alcuni di disporre della vita e dell’esistenza di molti, rendendoli vittime.
La conoscenza della storia che oggi ricordiamo è il modo per evitare di ripeterla e per costruire un futuro migliore.
Per concludere rinnovo il riconoscimento alle Forze Armate per il loro prezioso lavoro di difesa delle istituzioni, per la protezione della nostra sicurezza e di supporto nei momenti di calamità nazionali nonché per la loro presenza di pace nel mondo”.

Come fare per ...

2018-11-05T09:33:08+00:00