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Gli interventi pronunciati nel corso delle celebrazioni del 2 Giugno

Pubblichiamo qui di seguito gli interventi del Sindaco, di Marco Brusatori (Consiglio Pastorale) e dei neo-diciottenni, pronunciati al Parco delle Rimembranze di Lonate Pozzolo, nel corso delle celebrazioni del 2 Giugno – 73° Anniversario della Festa della Repubblica Italiana – e del Debutto Civico dei neo-diciottenni.
La cerimonia è stata resa ancora più emozionante dall’accompagnamento musicale dell’Istituto Comprensivo C. Carminati. Il coro dei ragazzi è stato diretto dalla prof. Laura Bottarini.

Si ringrazia anche la prof. Clelia Croce per la sua interpretazione, toccante e ricca di talento, dell’Inno nazionale e del Va’ Pensiero.

 

L’intervento del Sindaco

Buongiorno a tutti.

Ringrazio tutti i cittadini, le autorità, le forze dell’ordine, le associazioni e in particolare ringrazio gli alunni della Scuola Secondaria di Primo Grado Carminati e i neo-diciottenni lonatesi per essere intervenuti a questa celebrazione.

73 anni fa nasceva la Repubblica Italiana. Il 2 giugno del 1946 gli italiani andarono al voto con un referendum per scegliere tra monarchia e repubblica.

Per la prima volta in Italia una votazione si svolse a suffragio universale, con la partecipazione al voto delle donne. Ritengo che questo sia un motivo per celebrare con gioia questa festa, perché tutto il popolo italiano ha partecipato alla scelta, anche la componente femminile.

Nello stesso giorno furono eletti i deputati chiamati a formare la Costituente, tra i quali c’erano per la prima volta 21 donne deputate. Nelle elezioni dei consigli comunali che si svolsero in quello stesso anno furono elette circa 2000 donne.

Le donne, il cui ruolo era stato tanto importante nella Resistenza, finalmente arrivavano a poter dare il loro prezioso contributo nell’attività politica.

L’auspicio è che sempre più donne scelgano di impegnarsi attivamente perché personalmente ritengo possano dare un valore aggiunto che è dato da una maggior praticità e concretezza, oltre a una miglior capacità di mediazione.

Dopo la proclamazione del risultato del referendum, avvenuta il 18 giugno 1946, partirono i lavori dell’assemblea per scrivere il testo della nostra Costituzione.

Fu l’occasione in cui le migliori energie intellettuali del paese si misero all’opera. Fu un lavoro di dialogo e discussione democratica tra tutte le forze politiche, uomini e donne insieme, per arrivare a un testo equilibrato che ancora oggi è d’esempio per molte nazioni.

La nascita della Repubblica aveva dato speranza di rinascita dopo il periodo buio della guerra e della dittatura fascista; speranza rappresentata dalla celebre foto della ragazza sorridente con il quotidiano che riportava la notizia del risultato del referendum.

La stessa speranza che voi diciottenni, ma anche i ragazzi più giovani, devono mantenere viva, lavorando e impegnandosi concretamente per una società giusta e rispettosa dei diritti di tutti, sulla scorta della nostra legge fondamentale che è la Costituzione, democratica e antifascista.

Nel suo celebre discorso ai giovani Calamandrei disse: “Dietro ogni articolo della Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta.”

E aggiunse anche: “La nostra Costituzione è in parte una realtà, ma soltanto in parte è una realtà. In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno di lavoro da compiere. Quanto lavoro avete da compiere! Quanto lavoro vi sta dinanzi!”.

A distanza di oltre settant’anni questo è ancora vero: il lavoro che ci sta davanti è sempre tanto, per migliorare le condizioni di vita di tutti, perché sia garantito il rispetto di ogni diritto, così come cita la costituzione all’art. 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

E’ compito di noi tutti, ogni giorno, rispettare e far rispettare le nostre leggi, primo tra tutti questo importante articolo.

Oggi celebriamo il vostro debutto civico: voi diciottenni entrate quest’anno nel mondo degli adulti, avrete maggiori responsabilità ma anche la possibilità di realizzare grandi cose, potete partecipare alla vita della comunità essendone protagonisti. Potete mettere a frutto le vostre capacità certamente con lo studio, con l’attività lavorativa ma anche mettendovi a disposizione per gli altri. Lo potrete fare in diversi ambiti: con l’impegno politico, nel volontariato, nella Parrocchia, nella vita associativa delle tante associazioni lonatesi, in ogni campo in cui potrete dare il vostro contributo alla società.

E’ così che tutti insieme con dedizione potrete lavorare per il benessere comune e costruire il vostro mondo migliore. Siete il nostro futuro e la nostra speranza.

Oggi vi consegniamo quello che a prima vista è un libretto, ma che in realtà è il pilastro su cui si fonda la nostra società, è alla base del nostro vivere. Leggete la Costituzione, studiatela e applicatela ogni giorno. Così insieme potremo dire che …La Repubblica siamo noi!

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L’intervento di Marco Brusatori, del Consiglio Pastorale, scritto in collaborazione con il Parroco, Don Gianbattista Inzoli 

Oggi siamo qui per un compleanno: festeggiamo la nascita della nostra Repubblica Italiana.

Per cogliere in pieno il senso di queste festa, credo sia importante fare memoria di ciò che sta all’origine di questa giornata celebrativa, che è stata istituita per ricordare uno degli eventi passati che sta a fondamento della nostra identità nazionale.

Fare memoria è un esercizio fondamentale per la nostra esistenza personale e lo è anche per la nostra collettività e per l’intera società civile. Ricordare ci permette di mantenere e custodire la nostra identità. Il passato infatti costituisce la base del nostro presente e può contribuire ad illuminare le scelte per il nostro futuro.

La Sacra Scrittura, che è la fonte per gli uomini che credono nel Dio di Gesù Cristo, richiama continuamente all’esercizio della memoria. L’Antico Testamento è un continuo richiamo al popolo di Israele a fare memoria delle opere di Dio e, in particolare, della liberazione dalla schiavitù dell’Egitto. Anche il Nuovo Testamento ci invita a fare memoria della vita, della morte  e della risurrezione di Gesù. Come Cristiani, ogni domenica celebrando l’Eucaristia rendiamo grazie e facciamo memoria del sacrificio di Gesù da cui viene la nostra salvezza e la nostra fede.

Con la festa di oggi, la comunità civile ricorda e intende festeggiare la scelta compiuta dal popolo italiano con il referendum del 2 e 3 giugno del 1946. Dopo 85 anni di monarchia e dopo il ventennio della dittatura fascista, appoggiata dalla famiglia reale, i cittadini scelsero la forma repubblicana, che poi trovò espressione nella nostra Costituzione.

A oltre 70 anni da quel referendum, ricordiamo quindi la scelta del popolo italiano di non assoggettarsi alla guida di un solo uomo, ma di affidare la gestione della vita politica e civile ai rappresentanti eletti dal popolo.

La nostra Costituzione è nata dal lavoro congiunto e dal confronto aperto tra cittadini di differenti ideali e orientamenti, che hanno saputo trovare un’intesa e creare una sintesi comune.

Oggi viviamo in un clima sociale e politico fatto di scetticismo, di disinteresse, di disinformazione, di confusione. È sempre più diffuso un clima di conflitto, tra cittadini di diverso orientamento, tra cittadini ed istituzioni, e ciò che divide sembra prevalere su ciò che unisce. In tale contesto affiora in modo più o meno chiaro la tentazione di tornare ad affidarsi ad una guida forte, delegando ad essa le scelte del paese. L’esperienza della costituente ci insegna invece che, dal dialogo e dal confronto serio e onesto, può sorgere una sintesi politica e sociale di grande valore come è la nostra Costituzione.

La democrazia parlamentare, allora, pur con tutti i limiti e le imperfezioni, rappresenta lo strumento attraverso cui ogni cittadino può contribuire alla vita sociale e politica del Paese.

Cogliamo quindi l’opportunità di questa giornata celebrativa per riprendere consapevolezza del fatto che le scelte sul presente e sul futuro della nostra società civile sono nelle mani di tutti noi. Siamo chiamati a parteciparvi direttamente con il nostro impegno in ambito sociale, senza delegare ad alcuno il ruolo che è di ciascuno di noi, sapendo fornire il proprio contributo attivo, ma nell’ascolto e nel rispetto di coloro che hanno visioni differenti, in vista di un bene che possa dirsi davvero comune.

L’intervento dei neo-diciottenni

A nome di tutti noi neo-Diciottenni salutiamo i presenti e ringraziamo per l’attenzione che l’Amministrazione comunale ha rivolto ai Giovani diciottenni lonatesi, coinvolgendoci direttamente in occasione della Festa della Repubblica.

Il raggiungimento della maggiore età costituisce una tappa importante della nostra vita per molti motivi e certamente anche perché, acquisendo il diritto di voto, ci introduciamo pienamente nella società adulta: siamo chiamati a valutare attentamente ciò che ci troviamo davanti; siamo chiamati ad avere un giudizio critico sulla vita, al rafforzamento della nostra coscienza civica per essere giovani cittadini attivi e consapevoli. Questo comporta precisi diritti e doveri, insieme alla responsabilità del bene comune e delle decisioni relative al governo della cosa pubblica.

Un aiuto fondamentale nell’assumere tale ruolo può venire sicuramente dalla Comunità, ma soprattutto dalla Costituzione ereditata grazie a coloro che si sono sacrificati affinché venissero affermati i principi fondamentali della democrazia e della sovranità del popolo, e il cui rispetto garantisce a tutti di poter vivere in libertà.

Vogliamo ricordare l’insegnamento di Piero Calamandrei che sulla legge fondamentale dello Stato ha detto: “La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sola, va avanti da sé. La Costituzione perché possa muoversi ha bisogno di combustibile; bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere quelle promesse…”.

Oggi 2 Giugno la Costituzione tra le mani dei diciottenni vuole ricordare a tutti, e non solo ai giovani, l’impegno civile nei confronti dello Stato e della Società, l’affermazione solenne della solidarietà sociale ed umana.

Viva la nostra Costituzione: la carta della nostra libertà e della dignità degli Italiani.

 

Come fare per ...